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martedì 5 giugno 2012

LIBIA - I miliziani bloccano l’aeroporto di Tripoli. L’ambasciatore italiano: “Straordinario lavoro del battaglione Tuscania”

Momenti di tensione questa mattina in Libia quando, miliziani armati appartenenti ad un clan tribale hanno circondato e bloccato l’aeroporto internazionale di Tripoli per alcune ore. Si tratterebbe della brigata al-Awfiya proveniente dalla cittadini di al-Tarhuna, 80 chilometri a sud-est di Tripoli ed ex roccaforte del “Colonnello”.

AWFIYA VS ZINTAN - A difesa dell’aeroporto sono intervenuti i membri di un’altra milizia, gli al-Zintan che fanno parte del Consiglio Nazionale di Transizione alla guida del Paese. Proprio i membri di questo clan, provenienti dalla città di Taghrmeen nel distretto di al-Jabal al-Gharbī, furono secondi solo alla Cirenaica nel sollevarsi contro il regime di Gheddafi.

LE MILIZIE NELLA LIBIA POST-GHEDDAFI - Nello scenario post-Gheddafi dunque, in attesa delle elezioni di cui è stato proprio oggi annunciato lo slittamento, sono ancora le milizie a farla da padrone per l’assenza di una struttura statale in grado di esercitare pieno controllo sul Paese. Giuseppe Buccino Grimaldi, ambasciatore italiano a Tripoli raggiunto in esclusiva dall’Avanti!online, ha dichiarato: «Alle milizie come quella degli Zintan va riconosciuto il merito di svolgere un ruolo importante perché lo Stato non è ancora pronto per garantire la sicurezza dei propri cittadini. Se non ci fossero questi gruppi in grado di tenere l’ordine basterebbero le prime quattro teste calde per far finire la Libia nel caos».

IL LEADER SCOMPARSO LA CAUSA DELL’AZIONE - Secondo quanto riferito da testimoni oculari, colonne di veicoli blindati avrebbero preso posizione sulle piste e circondanto l’aeroporto, impedendo ai velivoli in fase di rullaggio di decollare. Un volo Alitalia in partenza per Roma è rimasto coinvolto nell’azione. Poi i miliziani sarebbero entrati nell’area dei check-in prendendo il controllo della struttura. Lo scopo dell’azione della brigata al-Awfiya era la richiesta al governo centrale di informazioni in merito alla sorte di uno dei loro leader, Bouajila al-Habashi, scomparso ieri mentre era in viaggio proprio verso la capitale Tripoli. Sembra che i miliziani siano riusciti ad avere un colloquio con il presidente del Cnt, Mustafa Abdel Jalil. Si sospetta che Bouajila al-Habashi sia stato sequestrato, o forse ucciso, proprio dalle milizie di un’altra enclave di fedelissimi dell’ex regime. Secondo indiscrezioni filtrate, lo scopo del viaggio di al-Habashi sarebbe stato quello di consegnare alle forze regolari del Cnt alcuni carri armati in forza ai suoi uomini. Un’ipotesi è che proprio questa sua volontà avrebbe attirato le ire dei “duri e puri” di Misurata che avrebbero deciso di mettere in atto un’azione contro di lui. In merito all’espisodio, non è ancora stata fatta chiarezza.

Signor Ambasciatore, innanzitutto come stanno i nostri connazionali e com’è la situazione?

La situazione è tornata alla normalità e si spera che già da domani possano riprendere regolarmente anche i voli. Gli italiani stanno bene, io stesso e la mia famiglia siamo rimasti coinvolti nell’episodio di oggi perchè ci trovavamo all’aeroporto quando sono arrivati i miliziani ma siamo riusciti ad andare via in tempo senza alcun problema. In realtà molti degli italiani, all’arrivo dei miliziani e prima che questi prendessero il controllo dell’aeroporto, sono rientrati autonomamente prendendo dei taxi perchè si erano resi conto che gli uomini armati stavano assumendo un fare minaccioso. Altri invece sono rimasti bloccati e dunque la situazione ha richiesto l’intervento degli uomini del battaglione Tuscania che, davvero mi preme dirlo, sono dei ragazzi fantastici che svolgono un lavoro straordinario. Nessun’altra scorta si è recata all’aeroporto e il Tuscania, oltre a dieci connazionali è riuscito a trarre in salvo anche tre cittadini inglesi rimasti dentro l’aeroporto dopo che i miliziani avevano preso il controllo.

Como sono riusciti gli uomini del Tuscania ad arrivare fin dentro l’aeroporto?

Arrivare lì non è stato facile, sono dovuti passare attraverso molti controlli tenendo i nervi saldi. In questo senso fino ad un certo punto hanno valso i nostri buoni rapporti con la milizia degli Zintan. Ai nostri militari, però, non era stata garantita la sicurezza una volta passato l’ultimo check point delle milizie regolari. Quello che hanno fatto è la prova della loro alta professionalità.

Che ruolo giocano oggi le milizie in Libia?

Quanto è accaduto è principalmente l’espressione della mancanza di controllo del territorio da parte dello Stato: in questo senso, alle milizie come quella degli Zintan va riconosciuto il merito di svolgere un ruolo importante perché lo Stato non è ancora pronto per garantire la sicurezza dei propri cittadini. Se non ci fossero questi gruppi in grado di tenere l’ordine basterebbero le prime quattro teste calde per far finire la Libia nel caos. Zintan è una milizia espressione del ministero della Difesa libico con la quale abbiamo un ottimo rapporto. Proprio agli Zintan è affidato il compito di proteggere l’aeroporto: qualche mese fa i miliziani si erano ritirati con la promessa di intervenire in caso si fossero verificati dei disordini come è accaduto oggi.

Proprio nelle scorse ore è stato annunciato il rinvio delle elezioni previste a metà mese. Secondo lei è un segnale preoccupante?

Io ho una lettura non drammatizzante di quello che è successo oggi. E’ di più: l’episodio avrebbe potuto essere molto più grave perchè si pensava che gli Zintan avrebbero, in qualche modo, cercato di “punire” gli Awfiya per aver creato problemi all’aeroporto. Fortunatamente non è successo e tutto si è concluso senza spargimenti di sangue. Si è detto che l’incidente fosse correlato con il rinvio delle elezioni ma non credo che sia così. In realtà il rinvio delle elezioni era già stato deciso vari giorni fa, era una notizia che circolava abbondantemente e riguarda solamente un’impreparazione logistica da parte delle strutture elettorali. Sono sicuro che le prossime elezioni miglioreranno la situazione in Libia perchè permetteranno ad un governo eletto di insediarsi ed esercitare la sua autorità legittima. (Roberto Capocelli)

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