La chiamano “zona
rossa” e comprende i 18 comuni alle pendici del Vesuvio più esposti al rischio
sismico/vulcanico. Ma non è tutto. L’area, che comprende comuni come Somma
Vesuviana, Torre del Greco, Sant’Anastasia è anche una delle zone con la più
alta densità di popolazione d’Italia: se il vulcano, addormentato dal 1944,
eruttasse ancora sarebbe un massacro. Come se non bastasse, a rendere ancor più
critico questo stato di cose, è la miopia politica, un pericolo ancora più
insidioso di quello del Vesuvio. Proprio in questi giorni, in Regione Campania,
è in discussione, infatti, un disegno di legge che si propone di eliminare
tutta una serie di vincoli che impediscono l’edificazione abusiva in zone a
rischio. «Il Gruppo socialista farà una battaglia estrema su questo punto» ha
dichiarato all’Avanti!online
il coordinatore nazionale del PSI Marco Di Lello, denunciando i pericoli di
speculazioni politiche scellerate.
Come commenta il
provvedimento shock anti “zona rossa” che stanno discutendo in Regione?
I socialisti sono
impegnati in una battaglia a difesa della legge e della civiltà. Soprattutto
alla luce di quanto successo in Emilia, abbiamo avuto dimostrazione chiara che
non investire in prevenzione porta prima di tutto la tragedia umana, poi ad una
spesa addirittura 5 volte superiore nel momento in cui si deve affrontare
l’emergenza. Ripeto, è un fatto di civiltà e di difesa di una legge che è lì
per salvaguardare la sicurezza dei cittadini e non di conservatorismo come si è
detto. E’ una battaglia che definirei fra Illuministi e Sanfedisti: a qualche
mese dalle celebrazioni per l’Unità d’Italia, in troppe circostanze, piuttosto
che unità ci si è trovati di fronte a retaggi direi borbonici nella gestione
della cosa pubblica.
Qualche
amministratore locale ha descritto i vincoli per arginare l’abusivismo come
“ingiustizie” e “truffe”.
Sono posizioni
paradossali che tradiscono un approccio culturale sul tema che è tipico di
tanti amministratori locali che cercano facili consensi, spesso tollerando
abusivismo e illegalità. Sono quegli stessi amministratori che, quando si
verificano le tragedie sono in prima fila a piangere lacrime di coccodrillo
dopo aver ingnorato le più elementari norme di prevenzione a scopo
propagandistico. In questi anni il Pdl si è speso molto in promesse, con fini
puramente elettorali, sul condono della “zona rossa”.
Qual è la proposta
del Psi sul tema?
Noi vorremmo
innanzitutto che fosse rispettata la legge per preservare la sicurezza di chi è
a rischio. In secondo luogo, l’unico modo per contrastare le proposte populiste
è quello di trasformare la zona in un esempio innovativo di riforme
urbanistiche che sappiano valorizzare le ricchezze naturali dell’area. Il
Gruppo socialista farà una battaglia estrema su questo punto. Abbiamo proposto circa
700 emendamenti per impedire che si consumi l’ennesimo scempio. Come ricordato
da Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera sabato scorso, la legge non si
tocca ma bisogna anche costruire un progetto che coinvolga il Governo, l’Unione
Europea e la Regione, per trasformare quella zona da un’area dormitorio in una
a vocazione produttiva. Vogliamo che il turismo giochi un ruolo centrale: non
dimentichiamo che stiamo parlando di meraviglie come Pompei, Ercolano e lo
stesso cono del Vesuvio. Crediamo che sia un’area dove le case andrebbero
convertite in alberghi e in strutture ricettive. (Roberto Capocelli)

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