Come conseguenza del sisma, oltre al dolore
per la perdita di persone care o dei propri averi, sembra che gli emiliani
stiano subendo danni ulteriori: questa volta, però, la responsabilità non
andrebbe ricercata in Madre Natura ma nei propri concittadini. E’ quanto ha
rivelato il responsabile Economico della Confederazione Italiana Agricoltori
della sezione di Reggio Emilia, Giorgio Davoli, che ha denunciato vari episodi
di speculazione sul latte oltre che sulla filiera di produzione e vendita del
Grana: «Oltre al danno si rischia la beffa», sottolinea il responsabile
economico della Cia. Gli episodi riguardano i rapporti tra i soggetti attivi
nelle filiere del latte, i caseifici privati e i produttori dai quali proviene
la materia prima che, sembrerebbe, starebbero approfittando delle difficoltà
per speculare attraverso vere e proprie operazioni di sciacallaggio.
RISARCIMENTI CHIESTI AI PRODUTTORI
COLPITI – Il
responsabile economico della Cia, Giorgio Davoli, spiega quanto sta avvenendo
in questi giorni: «I produttori di latte destinato a Parmigiano Reggiano
venduto a caseifici privati stanno ricevendo lettere da parte dei loro primi
acquirenti che oltre a disdire i contratti stipulati tra le parti, richiedono
anche la corresponsione delle spese sostenute per il maggiore onere nel
trasporto del latte, ed in alcuni casi rimandano il pagamento del latte
consegnato loro dagli allevatori di bovini». E quando si parla di sciacallaggio
è inevitabile non pensare a quanto la speculazione economica in simili emergenze
non faccia meno male di una vera e propria profanazione.
DANNI ALLA PRODUZIONE DEL PARMIGIANO
PER 220 MILIONI – La situazione d’emergenza nella quale il terremoto ha
gettato l’Emilia Romagna interessa, naturalmente, anche la capacità produttiva
della regione: l’attività delle industrie in fase di stallo e i danni relativi
ai prodotti di punta della zona, come il parmigiano, hanno già prodotto perdite
per circa 220 milioni di euro. Davoli ha commentato sulle dinamiche di
speculazione sul latte in questi termini: «E’ singolare che a seguito degli
eventi calamitosi che hanno colpito le strutture di trasformazione e gli stessi
allevamenti zootecnici, gli industriali del latte richiedano i danni proprio ai
loro fornitori».
SPECULAZIONE NEGLI STABILIMENTI – La speculazione sulle
materie prime riguarda anche la compravendita di Parmigiano Reggiano e Grana
Padano: ci sono degli acquirenti interessati a rilevare il prezioso formaggio a
prezzi irrisori da stabilimenti che sono in difficoltà perché non hanno più un
luogo a disposizione dove poter collocare le forme già stoccate nei magazzini
di stagionatura. Si tratta di un vero e proprio disastro che «incide fortemente
sulla redditività dei caseifici e dei produttori di latte considerato che i due
formaggi dop rappresentano una inestimabile ricchezza per l’economia, non solo
agricola, della zona» come ha precisato la Confagricoltori.
RICHIAMO AL BUON SENSO E TUTELA LEGALE
– Maggiore
controllo, anche da parte delle istituzioni, unito ad un richiamo al “buon
senso” nei confronti dei soci delle filiere. Questo l’appello che Giorgio
Davoli rivolge per salvare il settore: «Data la difficile situazione che si è
venuta a creare – continua Davoli – noi ci batteremo affinché tutti i soggetti
attivi nelle filiere del latte (che abbiano subito danni) possano ricevere gli
aiuti e gli indennizzi che potranno arrivare dalla regione, dallo Stato,
dall’UE. Da parte nostra tuttavia tuteleremo, anche per vie legali, i nostri
soci verso i quali non ci sia rispetto degli accordi sottoscritti ed invitiamo
le istituzioni preposte a vigilare sui fenomeni speculativi in atto».

Nessun commento:
Posta un commento