Le principali novità della spending review
SÌ ALLA COMPENSAZIONE CREDITI. Arriva la certificazione dei crediti
delle imprese verso le Pa, comprese le Regioni sottoposte a piani di rientro da
extra-deficit nella sanità. Il testo stabilisce anche la compensazione dei
crediti vantati verso lo Stato con le cartelle esattoriali.
REGIONI IN ROSSO, ECCO LE FORBICI. Il supercommissario può decidere di
tagliare autonomamente la spesa sanitaria delle Regioni in deficit, e dunque
commissariate, ma non intervenire sugli altri capitoli del bilancio.
POTERI BONDI ANCHE SU SOCIETÀ NON
QUOTATE. Bondi potrà
intervenire non solo sulle società a totale partecipazione pubblica ma anche su
quelle «non quotate controllate da soggetti pubblici».
BENI E SERVIZI, MA ANCHE IMMOBILI. Il supercommissario ha anche il compito
di «ottimizzare, in collaborazione con l'Agenzia del demanio, l'utilizzazione
degli immobili di proprietà pubblica, al fine di ridurre i canoni e i costi di
gestione delle amministrazioni pubbliche».
ARRIVA LA GUARDIA DI FINANZA. Bondi può fare affidamento anche sulla
guardia di Finanza per raggiungere gli obiettivi per i quali è stato
incaricato.
GOVERNO E PARLAMENTO. Il premier o un ministro da lui
delegato deve riferire due volte all'anno al parlamento. La prima relazione
deve avvenire però entro il 31 luglio. Il governo deve però anche presentare al
parlamento il programma dei tagli strutturali, quindi quelli che vanno oltre il
contenimento della spesa per beni e servizi, entro il 30 settembre 2012.
ACQUISTI CENTRALIZZATI. I parametri prezzo-qualità individuati
dalla Consip diventano «imprescindibili» per le amministrazioni pubbliche.
Anzi, se possibile, le amministrazioni pubbliche devono applicare parametri
migliorativi. Si punta poi a utilizzare il più possibile il sistema
informatico.
OFFERTE PUBBLICHE, NUOVE REGOLE PER
TUTTI. Le nuove norme
relative alle offerte pubbliche valgono per tutti, anche per quei casi
controversi che sono all'attenzione della giustizia amministrativa.
APPALTI PUBBLICI, ARRIVA STRETTA. Vengono rafforzati i poteri dell'Osservatorio,
abbattendo i limiti dell'entità delle gare pubbliche da 150 mila euro a 50 mila
euro.

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