Pensare Globale e Agire Locale

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mercoledì 6 giugno 2012

ITALIA - Pd, spunta la «lista turca»

I 30-40enni si metteranno alla prova con le primarie.
di Edda Guerrini
Mercoledì, 06 Giugno 2012 - Fosse per loro sarebbero andati a votare in autunno. Oppure, con la legislatura che scade nei termini naturali, avrebbero preferito che Pier Luigi Bersani facesse un passo indietro. Per candidare un under 40. Il nome c’era già: Enrico Rossi, il presidente della Toscana, punto di riferimento del gruppetto di 30-40enni che nel Partito democratico si fanno paladini della socialdemocrazia e di un laburismo tra François Hollande e Ed Miliband. Ma questa ipotesi, esplorata seriamente fino ad alcune settimane fa, sembra essere ormai tramontata.
LE USCITE DI FASSINA E ORFINI. I Giovani turchi, però, non si sono dati per vinti. Come si è visto negli ultimi giorni con l’uscita di Stefano Fassina - «In questo contesto politico e con questo parlamento», aveva fatto notare il responsabile economico del Pd, «dovremmo verificare rapidamente se esiste la possibilità di riformare la legge elettorale e, se questa non c'è, considerare la possibilità di anticipare la legge finanziaria per il 2013 e votare in autunno» - anticipata da un’intervista di Matteo Orfini che, sostanzialmente, ribadiva le stesse cose.
LA LISTA RIFARE L'ITALIA. Tanto che i «giovani» stanno meditando una mossa che spariglierà molti giochi: presentare una loro lista alle primarie. Un listone Rifare l’Italia, come si chiama l’associazione che hanno creato.
Bersani, infatti, ha confermato che la consultazione ci sarà. È stata persino ipotizzata una data: il 14 ottobre.
LE CONDIZIONI DEL SOSTEGNO A BERSANI. Se il segretario si candida, e la cosa ormai sembra fuori di discussione, i Giovani turchi non potranno non sostenerlo. Soprattutto se contro Bersani si presenta Matteo Renzi. Potranno, però, provare a contarsi. Per tentare una prova di forza. E dimostrare, all'interno del Pd, che ci sono. Soprattutto in vista della formazione delle liste per le elezioni politiche, questione che sta animando le discussioni nei corridoi del Nazareno e di Montecitorio.

Il blocco turco ha disinnescato la «lista Saviano»

Intanto, ha spiegato a Lettera43.it una fonte ben informata, un risultato l’hanno ottenuto: «Bloccare o comunque ostacolare l’apparentamento del Pd con la cosiddetta lista Saviano. E se non c’è l’apparantamento è complicato che ci sia una lista».
Quanto alla proposta di andare a votare in autunno, giurano che non è stato il frutto di una strategia. «Fassina ha solo una fatto una riflessione».
IL MALDIPANCIA DI ORLANDO. Tanto che, si dice, non tutto il gruppo ha apprezzato l’uscita del responsabile economico. In particolare pare non abbia gradito il terzo moschiettere della compagnia, per usare l’immagine che compare nel sito di Rifare l’Italia, Andrea Orlando (gli altri due sono Fassina e Orfini, ma del gruppo fanno parte anche Gianni Cuperlo, Stefano Esposito e Fausto Raciti, segretario dei Giovani democratici).
«NESSUNA LONGA MANUS DI D'ALEMA». Allo stesso modo, assicurano, l’affondo di Fassina, «non è stato eterodiretto da nessuno». Alludendo a Massimo D’Alema, che pure è il padre “spirituale” del gruppo.

«Contro il patto di sindacato che regge il partito»

Impallinata (o comunque indebolita) la lista Saviano, ora i Giovani turchi hanno puntato dritto al cuore del Nazareno.
MIGLIAVACCA NEL MIRINO. Non tanto a Bersani, a cui, anzi, sono legati e a cui devono la propria valorizzazione. Quanto a Maurizio Migliavacca, attualmente coordinatore organizzativo del Pd, uno dei ruoli più strategici del partito.
L’obiettivo, conferma una fonte del Nazareno, «è contestare il patto di sindacato che ora regge il partito. Tutti attorno a Bersani, quindi, ma a condizione che paghi un prezzo sulle liste».
«NO A SCHEMI SPARTITORI». Quello, insomma, che i tre moschiettieri vogliono demolire è lo «schema spartitorio» che si sarebbe definito in vista della composizione delle liste. Ovvero una lottizzazione tra i capibastone delle attuali correnti dem: Risy Bindi, Enrico Letta, Walter Veltroni, Dario Franceschini e Beppe Fioroni. Un modello che, se passasse, ridurrebbe di gran lunga gli spazi per i Giovani Turchi. E Addio parlamento.
SEMINARI E INIZIATIVE. Per questo il gruppetto si sta organizzando. E nei prossimi mesi cercherà di strutturarsi sempre meglio. Proprio nell’ottica, come detto, di presentare una lista alle primarie, magari guidata da Enrico Rossi.
Per questo i prossimi mesi saranno densi di iniziative. A luglio sono previste due grandi assemblee, una a Milano e una in Basilicata. Mentre a fine giugno organizzeranno un seminario sul ruolo dei partiti nella democrazia in crisi.
Insomma, la lunga marcia dei Giovani Turchi è appena cominciata. E non si arresterà.

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