Interrogato il corvo papale.
Mercoledì, 06 Giugno 2012 - Un'interrogatorio
durato dalla mattina alla sera del 5 giugno, quello a Papa Gabriele, l’ex
maggiordomo del Papa accusato di avere portato di nascosto fuori dagli
appartamenti Vaticani documenti segreti e privati.
Gabriele ha parlato per ore e ore ma forse non gli è stato particolarmente difficile. Da quanto è emerso sembra che al maggiordomo (doppiogiochista?) piacesse molto chiacchierare: lo faceva al bar con amici e conoscenti cui parlava anche della vita privata del Santo Padre.
DUE CARDINALI COME AMICI. E sembra fosse molto amico di ufficiali della Segreteria di Stato e anche di due cardinali di primo piano, i cui nomi sarebbero emersi nell'interrogatorio ma che restano segreti.
L'uomo sospettato di essere il corvo nella fuga di carte segrete e accusato di furto aggravato è stato interrogato dal giudice istruttore Piero Antonio Bonnet.
Gabriele avrebbe raccontato di essere solito incontrare monsignori e giornalisti anche nei bar all'esterno del Vaticano.
L'UOMO DELLE FOTOCOPIE. Aveva poi la singolare abitudine di fare fotocopie su fotocopie (e già questo avrebbe dovuto portare a dei sospetti). Va ricordato a questo punto che la persona che si è autoaccusata di essere il corvo, sia pure sotto il vincolo dell'anonimato, lo scorso il 22 febbraio scorso nella trasmissione tivù di Gianluigi Nuzzi, aveva fornito un'indicazione ben precisa sulla data d'inizio della sua attività.
Aveva detto di aver cominciato a mettere via fotocopie «dopo la morte di Giovanni Paolo II» e questo, secondo il Blog degli Amici di Papa Ratzinger, svelerebbe anche l'ambito delle sue amicizie e protezioni.
L'IPOTESI DELLA GRAZIA. Intanto è già emersa la voce della possibile grazia che potrebbe ricevere dalla Commissione incaricata dal papa e presieduta dal cardinale giurista Jiulian Herranz. Ma Padre Lombardi ha insistito: Gabriele resta «per ora» l'unico accusato.
Gabriele ha parlato per ore e ore ma forse non gli è stato particolarmente difficile. Da quanto è emerso sembra che al maggiordomo (doppiogiochista?) piacesse molto chiacchierare: lo faceva al bar con amici e conoscenti cui parlava anche della vita privata del Santo Padre.
DUE CARDINALI COME AMICI. E sembra fosse molto amico di ufficiali della Segreteria di Stato e anche di due cardinali di primo piano, i cui nomi sarebbero emersi nell'interrogatorio ma che restano segreti.
L'uomo sospettato di essere il corvo nella fuga di carte segrete e accusato di furto aggravato è stato interrogato dal giudice istruttore Piero Antonio Bonnet.
Gabriele avrebbe raccontato di essere solito incontrare monsignori e giornalisti anche nei bar all'esterno del Vaticano.
L'UOMO DELLE FOTOCOPIE. Aveva poi la singolare abitudine di fare fotocopie su fotocopie (e già questo avrebbe dovuto portare a dei sospetti). Va ricordato a questo punto che la persona che si è autoaccusata di essere il corvo, sia pure sotto il vincolo dell'anonimato, lo scorso il 22 febbraio scorso nella trasmissione tivù di Gianluigi Nuzzi, aveva fornito un'indicazione ben precisa sulla data d'inizio della sua attività.
Aveva detto di aver cominciato a mettere via fotocopie «dopo la morte di Giovanni Paolo II» e questo, secondo il Blog degli Amici di Papa Ratzinger, svelerebbe anche l'ambito delle sue amicizie e protezioni.
L'IPOTESI DELLA GRAZIA. Intanto è già emersa la voce della possibile grazia che potrebbe ricevere dalla Commissione incaricata dal papa e presieduta dal cardinale giurista Jiulian Herranz. Ma Padre Lombardi ha insistito: Gabriele resta «per ora» l'unico accusato.

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