Crolla un benzinaio
leccese di 68 anni.
Le indagini
sull’attentato del 19 maggio alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi sono a
una svolta.
Secondo
fonti vicine alla vicenda, gli investigatori hanno fermato Giovanni
Vantaggiato, un uomo della provincia di Lecce, benzinaio 68enne di Copertino,
che ha confessato di essere il responsabile della strage dopo ore di
interrogatorio.
A suo carico c'erano indizi gravi, tali da determinare il provvedimento.
A suo carico c'erano indizi gravi, tali da determinare il provvedimento.
DECISIVE
LE IMMAGINI DI UN'AUTO. Sarebbero le immagini degli impianti video della zona
dell'attentato ad aver portato gli investigatori all'uomo.
Elementi considerati «altamente significativi».
Tra le immagini registrate dalle telecamere anche quella di un'altra auto, riconducibile alla famiglia del sospettato.
Il movente? Si parla di «vendetta privata».
Elementi considerati «altamente significativi».
Tra le immagini registrate dalle telecamere anche quella di un'altra auto, riconducibile alla famiglia del sospettato.
Il movente? Si parla di «vendetta privata».
NEL
MIRINO C'ERA IL PRESIDE. I motivi che avrebbero spinto l'uomo ad agire potrebbero essere
legati al preside Angelo Rampino, quando insegnava a Trepuzzi, un altro paese
del leccese.
«Non ho titolari di pompe di benzina come nemici», ha detto lui.
Il capo della polizia, Antonio Manganelli, aveva già escluso in precedenza le piste che portano agli anarchici del Fai e alla criminalità organizzata, mafia in primis.
Il lavoro della questura, con 1.400 persone controllate e 32 perquisizioni fatte, ha dato i suoi frutti. A meno di tre settimane dall'attentato che è costato la vita alla 16enne Melissa Bassi, il killer ha un nome e un cognome.
«Non ho titolari di pompe di benzina come nemici», ha detto lui.
Il capo della polizia, Antonio Manganelli, aveva già escluso in precedenza le piste che portano agli anarchici del Fai e alla criminalità organizzata, mafia in primis.
Il lavoro della questura, con 1.400 persone controllate e 32 perquisizioni fatte, ha dato i suoi frutti. A meno di tre settimane dall'attentato che è costato la vita alla 16enne Melissa Bassi, il killer ha un nome e un cognome.

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