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martedì 5 giugno 2012

FRANCIA - Fabius: «Obama, la crisi non è nata in Europa»

Il ministro degli Esteri francese visita l'Italia e replica agli Usa.
Martedì, 05 Giugno 2012 – Le pressioni che sono arrivate da parte della Casa Bianca sull'Eurozona per fare di più nel superamento della recessione economica sembra non siano piaciute a tutti i leader europei.
Mentre qualcuno ha cercato di minimizzarne la portata, c'è anche chi ha replicato spontaneamente a Barack Obama, come il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius: «Non ha senso rinfacciarsi le responsabilità gli uni con gli altri. Non mi risulta che la crisi sia cominciata in Europa. Lehman Brothers non era una banca italiana né francese» ha dichiarato.
«L'ITALIA, NOSTRO SECONDO PARNTER ECONOMICO». Fabius è in visita in Italia per rafforzare quel patto Roma-Parigi di cui ha parlato anche il ministro agli Affari Bernard Cazeneuve definendolo come «cruciale per la crescita».
La delegazione francese è stata accolta dal ministro degli Esteri Giulio Terzi, il quale ha commentato l'intervento di Obama «non come un richiamo ma come un invito a procedere in modo coeso e unitario».
«FAVOREVOLE ALL'UNIONE BANCARIA EUROPEA». Fabius ha poi incontrato il premier Mario Monti e ha indicato l'Italia come «secondo partner economico della Francia al mondo, e questo dimostra quanto siano essenziali le nostre relazioni».
Nel corso della conferenza stampa congiunta che i due ministri degli Esteri hanno tenuto il 5 giugno, Fabius ha spiegato che la Francia è «favorevole» al progetto di unione bancaria europea, intervenendo sul salvataggio delle banche spagnole.
«Il sistema europeo nella sua totalità deve trovare una soluzione: bisogna trovare meccanismi affinchè i Paesi che compiono gli sforzi necessari non soffrano di asfissia», ha aggiunto il capo del Quai d'Orsay, spiegando che per quanto riguarda la Spagna «occorre trovare un metodo pratico per portare i fondi necessari per far funzionare il sistema bancario senza il deficit di bilancio spagnolo venga ulteriormente appesantito».
Anche Terzi ha confermato che il tema è tra i più urgenti da trattare perché: «In questo momento è in corso un negoziato non solo sulla crescita, ma sulla solidità del sistema finanziario».

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