Pensare Globale e Agire Locale

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martedì 12 giugno 2012

ITALIA – Primarie in salsa PD: avanti tutta!

Bersani ottiene il sì di tutti e lancia la sua corsa
Su primarie con Renzi restano dubbi di molti. Prodi attacca
Roma, 9 giu.  - L'operazione è riuscita a Pier Luigi Bersani, il segretario Pd ha ottenuto il sì unanime della direzione sul suo 'patto per la ricostruzione' e, soprattutto, sulla sua candidatura a premier che da oggi è ufficiale e 'blindata' dalle primarie che, ha assicurato, si faranno "entro l'anno". Nonostante i mal di pancia nei confronti del governo dei giovani bersaniani, come Matteo Orfini e Stefano Fassina, la direzione scorre abbastanza liscia e anche i battibecchi sulle nomine alle Autorità restano sullo sfondo. L'unico vero dispiacere, a Bersani, non arriva dalla sala riunioni dove è riunita la direzione, ma da Bologna: Romano Prodi è tornato a 'bombardare' il Pd, con perfida scelta dei tempi, proprio mentre Bersani lanciava la corsa della sua vita. Una stilettata che certo non fa piacere a Bersani, ma che non cancella il risultato ottenuto: il via libera di tutto il partito alla sua candidatura.

Certo, come sottolineava proprio il prodiano Giulio Santagata, "anche quelli che solitamente non apprezzano le primarie oggi sono d'accordo, la sensazione è che ci sia un 'non detto', che si pensi che se ne riparlerà seriamente dopo l'estate...". Una lettura maliziosa che sembra avere qualche fondamento: nei giorni scorsi praticamente tutto il gruppo dirigente - D'Alema, Bindi, Letta, Finocchiaro, Franceschini, Fioroni - aveva fatto pressione sul segretario perché frenasse sull'idea di primarie. Qualcuno dice che Bersani aveva anche deciso una data e che poi ha accettato di 'sfumare' il percorso partendo dal patto dei progressisti e dei moderati' e limitandosi a fissare "entro l'anno le primarie". Proprio D'Alema, intervenendo in direzione, ha voluto sottolineare: "Io non ho un'opposizione di principio alle primarie, ho posto da lungo tempo l'esigenza di regolarle, di farne non un evento salvifico", non possono essere solo la "scelta del capo", ma "prima ci deve essere un progetto per l'Italia. Il modo in cui Bersani ha posto le cose è un modo serio, c'è prima la proposta politica, poi la legittimazione democratica... Le cose così sono nell'ordine giusto".

Bersani: Si può pensare a doppio turno per primarie

"Certo non può decidere il notaio..."

Roma, 11 giu. - Le primarie per il candidato premier del centrosinistra potranno anche essere a doppio turno. Lo ha detto il segretario Pd Pier Luigi Bersani durante la trasmissione 'Otto e mezzo'. "Ho proposto di fare un documento di intenti fra partiti disposti ad accettare una logica di centrosinistra di governo, con cessioni di sovranità", un documento proposto "anche ad associazioni". Quindi, "su quella base ho detto facciamo un grande appuntamento di partecipazione e si decide chi è il candidato: non può decidere un notaio, non posso andare lì con lo statuto".

L'ipotesi del doppio turno è da prendere in considerazione, secondo Bersani: "Non anticipo, è un regolamento da discutere, ma a me pare piuttosto sensato. I francesi ci hanno messo il doppio turno".

Bersani: Grillo a primarie? Lui vuole uscire dall'euro...

"Il nostro documento è antitetico a quello che dice lui"

Roma, 12 giu. - E' difficile pensare che Beppe Grillo possa partecipare alle primarie del centrosinistra, i contenuti del Movimento 5 Stelle sono incompatibili con quelli del Pd, basta prendere la posizione dei due partiti sull'euro. Lo ha detto il segretario democratico Pier Luigi Bersani a 'Otto e mezzo': "Credo che quel documento (quello proposto dal Pd ai potenziali alleati, ndr) sia piuttosto antitetico all'idea che propone Grillo, per un paio di buoni motivi. Non si può diventare il coacervo di tutte le proteste, ho sentito Grillo dire che bisogna andare fuori dall'euro".

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