Bersani ottiene il sì di tutti e lancia la sua corsa
Su primarie
con Renzi restano dubbi di molti. Prodi attacca
Roma,
9 giu. - L'operazione è riuscita a Pier
Luigi Bersani, il segretario Pd ha ottenuto il sì unanime della direzione sul
suo 'patto per la ricostruzione' e, soprattutto, sulla sua candidatura a
premier che da oggi è ufficiale e 'blindata' dalle primarie che, ha assicurato,
si faranno "entro l'anno". Nonostante i mal di pancia nei confronti
del governo dei giovani bersaniani, come Matteo Orfini e Stefano Fassina, la
direzione scorre abbastanza liscia e anche i battibecchi sulle nomine alle
Autorità restano sullo sfondo. L'unico vero dispiacere, a Bersani, non arriva
dalla sala riunioni dove è riunita la direzione, ma da Bologna: Romano Prodi è
tornato a 'bombardare' il Pd, con perfida scelta dei tempi, proprio mentre
Bersani lanciava la corsa della sua vita. Una stilettata che certo non fa
piacere a Bersani, ma che non cancella il risultato ottenuto: il via libera di
tutto il partito alla sua candidatura.
Certo, come sottolineava proprio il prodiano Giulio Santagata, "anche quelli che solitamente non apprezzano le primarie oggi sono d'accordo, la sensazione è che ci sia un 'non detto', che si pensi che se ne riparlerà seriamente dopo l'estate...". Una lettura maliziosa che sembra avere qualche fondamento: nei giorni scorsi praticamente tutto il gruppo dirigente - D'Alema, Bindi, Letta, Finocchiaro, Franceschini, Fioroni - aveva fatto pressione sul segretario perché frenasse sull'idea di primarie. Qualcuno dice che Bersani aveva anche deciso una data e che poi ha accettato di 'sfumare' il percorso partendo dal patto dei progressisti e dei moderati' e limitandosi a fissare "entro l'anno le primarie". Proprio D'Alema, intervenendo in direzione, ha voluto sottolineare: "Io non ho un'opposizione di principio alle primarie, ho posto da lungo tempo l'esigenza di regolarle, di farne non un evento salvifico", non possono essere solo la "scelta del capo", ma "prima ci deve essere un progetto per l'Italia. Il modo in cui Bersani ha posto le cose è un modo serio, c'è prima la proposta politica, poi la legittimazione democratica... Le cose così sono nell'ordine giusto".
Certo, come sottolineava proprio il prodiano Giulio Santagata, "anche quelli che solitamente non apprezzano le primarie oggi sono d'accordo, la sensazione è che ci sia un 'non detto', che si pensi che se ne riparlerà seriamente dopo l'estate...". Una lettura maliziosa che sembra avere qualche fondamento: nei giorni scorsi praticamente tutto il gruppo dirigente - D'Alema, Bindi, Letta, Finocchiaro, Franceschini, Fioroni - aveva fatto pressione sul segretario perché frenasse sull'idea di primarie. Qualcuno dice che Bersani aveva anche deciso una data e che poi ha accettato di 'sfumare' il percorso partendo dal patto dei progressisti e dei moderati' e limitandosi a fissare "entro l'anno le primarie". Proprio D'Alema, intervenendo in direzione, ha voluto sottolineare: "Io non ho un'opposizione di principio alle primarie, ho posto da lungo tempo l'esigenza di regolarle, di farne non un evento salvifico", non possono essere solo la "scelta del capo", ma "prima ci deve essere un progetto per l'Italia. Il modo in cui Bersani ha posto le cose è un modo serio, c'è prima la proposta politica, poi la legittimazione democratica... Le cose così sono nell'ordine giusto".
Bersani: Si può pensare a doppio turno per primarie
"Certo non può decidere il notaio..."
Roma,
11 giu. - Le primarie per il candidato premier del centrosinistra potranno
anche essere a doppio turno. Lo ha detto il segretario Pd Pier Luigi Bersani
durante la trasmissione 'Otto e mezzo'. "Ho proposto di fare un documento
di intenti fra partiti disposti ad accettare una logica di centrosinistra di
governo, con cessioni di sovranità", un documento proposto "anche ad
associazioni". Quindi, "su quella base ho detto facciamo un grande
appuntamento di partecipazione e si decide chi è il candidato: non può decidere
un notaio, non posso andare lì con lo statuto".
L'ipotesi del doppio turno è da prendere in considerazione, secondo Bersani: "Non anticipo, è un regolamento da discutere, ma a me pare piuttosto sensato. I francesi ci hanno messo il doppio turno".
L'ipotesi del doppio turno è da prendere in considerazione, secondo Bersani: "Non anticipo, è un regolamento da discutere, ma a me pare piuttosto sensato. I francesi ci hanno messo il doppio turno".

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