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venerdì 8 giugno 2012

ITALIA - Bersani si candida a premier: patto con moderati, primarie aperte

Di Pietro: ci dica qual è il programma, non venda fumo. D'Alema: esigenza di regolare le primarie

Roma, 8 giu. - Pier Luigi Bersani si candida a palazzo Chigi e chiede che si tengano "entro l'anno primarie aperte" per scegliere il candidato premier dei progressisti e dei moderati. Bersani ha spiegato che il Pd ha "il dovere della proposta" e si è rivolto "ai progressisti, ai moderati, alle forze democratiche e civiche moderate" per un "patto di legislatura". Il patto di legislatura che il Pd propone, ha proseguito il leader democratico, presuppone un "centrosinistra di governo" e a questo punto Antonio Di Pietro deve "decidere" cosa vuole fare. "C'è un corollario che noi rivolgiamo all'Idv e al collega Di Pietro - ha precisato - Una ovvia condizione di base è il rispetto reciproco e il saldo ancoraggio istituzionale".

A stretto giro di posta, il capo dell'Idv ha replicato: "Vogliamo capire quale sia il programma reale ed effettivo che intende portare avanti il Pd, perché non intendiamo cadere nel tranello delle ipocrisie e della vendita di fumo".

Mentre, dal canto suo, Massimo D'Alema ha commentato: "Io non ho un'opposizione di principio alle primarie, ho posto da lungo tempo l'esigenza di regolarle, di farne non un evento salvifico, un camminare sui carboni ardenti, ma una forma organizzata e regolata di partecipazione democratica". L'ex premier ha usato il sarcasmo: "Leggo che anche il Pdl vuole fare le primarie. Suggerirei di farle nello stesso giorno, così almeno i loro elettori non partecipano alle nostre". In generale, ha proseguito D'Alema, "è molto forte la proposta politica di Bersani. Il modo in cui ha posto le cose è un modo serio, c'è prima la proposta politica, poi la legittimazione democratica. Le cose così sono nell'ordine giusto", ha chiosato.

Per quanto riguarda il rinnovo dei vertici Rai, il Pd non parteciperà, ha specificato Bersani, "finché non verranno cambiate le regole sulla governance". Per il segretario, "c'era il tempo di riformare la Rai, ma il Pdl ha posto un veto. Se il governo farà una qualche positiva scelta noi l'apprezzeremo, ma con questa legge non partecipiamo. I partiti escano dalla Rai". E sull'ipotesi semipresidenzialismo, Bersani ha ribadito: "Non è l'opzione del Pd e non può essere oggetto di forzature a maggioranza".

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