Pensare Globale e Agire Locale

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giovedì 7 giugno 2012

FRANCIA - Hollande, pericoli a sinistra

Francia al voto per il parlamento.

di Nicola Accardo
Giovedì, 07 Giugno 2012 - La prova del nove per il presidente francese François Hollande è domenica 10 giugno: in programma c’è il primo turno delle elezioni legislative, con cui si definisce la composizione del parlamento.
Il voto, se le previsioni della vigilia saranno rispettate, dovrebbe dare una maggioranza al governo del premier socialista Jean-Marc Ayrault e confermare il potere politico dell’inquilino dell’Eliseo.
Di certo cadranno teste importanti: almeno uno tra Marine Le Pen, Jean-Luc Mélenchon e François Bayrou non sarà deputato all'Assemblea nazionale. È il gioco delle circoscrizioni, senza quote proporzionali. A perderci, stando ai ricorsi storici, è il Front national.
ELEZIONE PER SCEGIERE 577 DEPUTATI. In palio ci sono 577 poltrone, ognuna assegnata a scrutinio maggioritario in ogni circoscrizione elettorale. Un sistema che favorisce la proliferazione di decine di piccoli partiti.
Quelli che hanno qualche chance di eleggere deputati, però, sono noti: socialisti, verdi e radicali di sinistra (che si presentano insieme), il Front de gauche (l’insieme delle altre formazioni di sinistra), l’Union pour un mouvement populaire (Ump) - il partito dell’ex presidente Nicolas Sarkozy - alleato con Nouveau centre e radicali di destra e infine Modem (moderati di centro) e Rassemblement bleu marine (il Fn).
SOCIALISTI E UMP CONTRO LE PEN. Chi non raggiungerà il 50% al primo turno, andrà ai ballottaggi il 17 giugno. Al secondo turno le sfide possono essere non solo tra due soli candidati: tutti coloro che hanno superato il 12,5% dei suffragi hanno diritto a ripresentarsi. Ci saranno così sfide triangolari e quadrangolari, l'unico scenario in cui il Fn di Le Pen potrebbe spuntarla.
Infatti, il Partito socialista e l'Ump sono d'accordo: in caso di ballottaggio a due, l'importante è sbarrare la strada all'estrema destra.
I MINISTRI RISCHIANO IL POSTO. Un’altra curiosità riguarda i ministri. In Francia, possono candidarsi per l’Assemblea nazionale. Ma in caso non fossero eletti, rischiano il posto nell’esecutivo. E quest’anno tocca a 24 uomini di governo.
Ayrault è stato preciso: nel caso perdessero, non potranno rimanere in carica.

Per i sondaggi la sinistra è in vantaggio sul partito orfano di Sarkò

I sondaggi parlano chiaro: per quanto la sinistra sia in testa - almeno 10 punti sopra l'Ump orfana di Sarkozy - il 10 giugno i socialisti non dovrebbero raggiungere la maggioranza assoluta.
Il blocco socialisti-verdi-radicali è accreditato del 32,5% dei voti al primo turno (contro il 34% dell'Ump), mentre la sinistra parlamentare dovrebbe raggiungere il 45,5% dei voti al secondo turno.
COMUNISTI AGO DELLA BILANCIA. Per governare, sarà quindi necessario il sostegno dei comunisti, che governarono con i socialisti nel quinquennio 1997-2002. I comunisti mirano a conquistare 30 circoscrizioni. E lotteranno perché venga rinnegato il Trattato europeo sulla disciplina di bilancio (Fiscal compact) e per l'aumento del salario minimo.
L'UMP SPERA NEGLI ESTREMISTI. Lo spettro di una sinistra divisa non è dunque solo una fantasia di chi rema contro. «I socialisti saranno prigionieri degli estremisti, dobbiamo approfittarne fin da ora», ha detto il candidato della destra Fréderic Lefebvre, ex ministro di Sarkozy

Attenzione puntata sulla sfida Le Pen-Mélenchon

Al di là della possibile battaglia interna alla sinistra, i riflettori dei media sono puntati soprattutto su Hénin-Beaumont, cittadina di 25 mila abitanti del Pas-de-Calais, famosa per un tasso record di disoccupazione e per essere feudo dei lepenisti. Nonché simbolo della guerra «Fronte contro Fronte»: Le Pen contro Mélenchon.
INSULTI IN TIVÙ E LOTTA IN TRIBUNALE. Recentemente i due si sono insultati in diretta tivù e presto si ritroveranno in tribunale per una vicenda di volantini falsi: i militanti del Fn li infilavano nelle caselle delle poste degli elettori, e sono stati colti in flagrante. Sui volantini c'è la foto di Mélenchon e una sua citazione: «Non c'è futuro per la Francia senza gli arabi e i berberi del Maghreb».
Con la rabbia che cresce, il leader della sinistra ha usato toni durissimi, proponendosi di «sradicare politicamente il Fn, un partito che pone un problema per l'identità repubblicana del Paese».
FN RISCHIA UNA BRUTTA SCONFITTA. I sondaggi lo danno in testa, e per Le Pen sarebbe una sconfitta terribile. Nonostante il Fn sia dato al 14% in queste elezioni, e nonostante il risultato eccellente del primo turno delle presidenziali (Le Pen ha totalizzato il 17,9% dei voti), l'estrema destra potrebbe di nuovo ritrovarsi senza deputati all'Assemblea nazionale.
TRA I DELUSI ANCHE BAYROU. Tra coloro che rischiano a destra, però, non ci sono solo i lepeniani. La portavoce di Sarkozy alle presidenziali, Nathalie Kosciusko-Morizet, e l'ex ministro dell'Interno Claude Guéant, sono in bilico: entrambi sono infatti candidati in circoscrizioni dove Hollande è arrivato in testa alle presidenziali.
L'altro grande deluso potrebbe essere François Bayrou, quarto classificato alle presidenziali con il 9,13% dei voti. I socialisti potrebbero batterlo nella circoscrizione di Pau, sui Pirenei, dove Bayrou non vince le legislative dal 1988.

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