Per
i Giovani turchi elezioni a ottobre.
di Edda Guerrini
Lunedì, 04 Giugno 2012 - Ormai il tabù è infranto. Non è più solo una voce. Nel
Partito democratico cresce la voglia di elezioni in autunno. E si comincia a
dirlo apertamente. Il 4 giugno lo ha fatto Stefano Fassina, responsabile
economico del Pd e membro della segreteria.
«MONTI NON HA LA FORZA PER LE RIFORME». «In questo contesto politico e con questo parlamento», ha fatto notare, «Monti non ha la forza di portare avanti altre riforme». Per questo, secondo il piddino, «dovremmo verificare rapidamente se esiste la possibilità di riformare la legge elettorale e, se questa non c'è, considerare la possibilità di anticipare la legge finanziaria per il 2013 e votare in autunno».
Naturalmente, la conclusione del governo Monti e il ritorno alle urne in autunno «dovrebbero avvenire in modo trasparente e con il consenso dell'Unione europea».
«NESSUNA CONSEGUENZA SUI MERCATI». Secondo Fassina, se la fine della legislatura avvenisse per una sorta di scelta e non in modo non traumatico i mercati non ne risentirebbero più di tanto.
«A marzo o aprile 2013, dopo altra recessione e nuova disoccupazione», ha detto, «penso che la situazione politica ed economica sarebbe decisamente peggiore».
BERSANI SMENTISCE SECCATO. Certo, è bastato poco per scatenare la reazione ufficiale del partito: “Avanti con Monti fino al 2013”, ha sentenziato il portavoce del segretario Pier Luigi Bersani
«MONTI NON HA LA FORZA PER LE RIFORME». «In questo contesto politico e con questo parlamento», ha fatto notare, «Monti non ha la forza di portare avanti altre riforme». Per questo, secondo il piddino, «dovremmo verificare rapidamente se esiste la possibilità di riformare la legge elettorale e, se questa non c'è, considerare la possibilità di anticipare la legge finanziaria per il 2013 e votare in autunno».
Naturalmente, la conclusione del governo Monti e il ritorno alle urne in autunno «dovrebbero avvenire in modo trasparente e con il consenso dell'Unione europea».
«NESSUNA CONSEGUENZA SUI MERCATI». Secondo Fassina, se la fine della legislatura avvenisse per una sorta di scelta e non in modo non traumatico i mercati non ne risentirebbero più di tanto.
«A marzo o aprile 2013, dopo altra recessione e nuova disoccupazione», ha detto, «penso che la situazione politica ed economica sarebbe decisamente peggiore».
BERSANI SMENTISCE SECCATO. Certo, è bastato poco per scatenare la reazione ufficiale del partito: “Avanti con Monti fino al 2013”, ha sentenziato il portavoce del segretario Pier Luigi Bersani
Orfini: «La crisi del Pdl impedisce al governo di fare scelte coraggiose
Ma la posizione di Fassina non è
isolata. Specialmente tra i trenta-quarantenni che provengono dalle fila dei Ds, molti dei
quali fanno parte della segretaria di Bersani.
«ORA LA SITUAZIONE È COMPLICATA». La pensa allo stesso modo, per esempio, Matteo Orfini, responsabile Cultura del partito. «Sono assolutamente d’accordo con Fassina», ha detto a Lettera43.it. «L’Italia è stata salvata, come dice il titolo del primo decreto, il Salva Italia, che noi prendiamo per vero. Ora la situazione è molto complicata, anche per via della crisi del Pdl, per cui è difficilissimo per il governo fare scelte coraggiose».
Ci sarebbe, poi, bisogno di maggiore «attenzione ai ceti più deboli», tema che «non mi sembra appassioni il governo Monti». Dunque, ha concluso Orfini, «se non si riesce a fare la riforma elettorale, tanto vale anticipare la legge di stabilità a settembre e votare in autunno»
«ORA LA SITUAZIONE È COMPLICATA». La pensa allo stesso modo, per esempio, Matteo Orfini, responsabile Cultura del partito. «Sono assolutamente d’accordo con Fassina», ha detto a Lettera43.it. «L’Italia è stata salvata, come dice il titolo del primo decreto, il Salva Italia, che noi prendiamo per vero. Ora la situazione è molto complicata, anche per via della crisi del Pdl, per cui è difficilissimo per il governo fare scelte coraggiose».
Ci sarebbe, poi, bisogno di maggiore «attenzione ai ceti più deboli», tema che «non mi sembra appassioni il governo Monti». Dunque, ha concluso Orfini, «se non si riesce a fare la riforma elettorale, tanto vale anticipare la legge di stabilità a settembre e votare in autunno»
L'allarme dei filo-montiani del Pd
Posizioni, queste dei Giovani turchi, che stanno
allarmando i montiani del Pd, a cominciare dai veltroniani.
CECCANTI: «IMPEGNI DA RISPETTARE». Stefano Ceccanti, senatore e costituzionalista, ha risposto per le rime a Fassina. «Non esiste nessuna ragione per venire meno all’impegno che il Pd si è assunto prima nel promuovere il governo Monti», ha messo in chiaro, «poi rispondendo in modo responsabile al presidente della Repubblica nell’assicurare la propria fiducia. I gruppi parlamentari stanno pienamente lavorando per assicurare piena attuazione al programma del governo». Dalla riforma del mercato del lavoro alle riforme costituzionali.
CREDIBILITÀ A RISCHIO. «Ipotizzare in modo del tutto improvvisato e immotivato scenari diversi», ha attaccato Ceccanti, «indebolisce la credibilità del Paese nell’assumersi i suoi impegni in un momento delicato e anche quella del Pd come credibile forza di governo».
Resta da capire cosa ne pensa, al di là delle scontate smentite che seguiranno, Pier Luigi Bersani.
CECCANTI: «IMPEGNI DA RISPETTARE». Stefano Ceccanti, senatore e costituzionalista, ha risposto per le rime a Fassina. «Non esiste nessuna ragione per venire meno all’impegno che il Pd si è assunto prima nel promuovere il governo Monti», ha messo in chiaro, «poi rispondendo in modo responsabile al presidente della Repubblica nell’assicurare la propria fiducia. I gruppi parlamentari stanno pienamente lavorando per assicurare piena attuazione al programma del governo». Dalla riforma del mercato del lavoro alle riforme costituzionali.
CREDIBILITÀ A RISCHIO. «Ipotizzare in modo del tutto improvvisato e immotivato scenari diversi», ha attaccato Ceccanti, «indebolisce la credibilità del Paese nell’assumersi i suoi impegni in un momento delicato e anche quella del Pd come credibile forza di governo».
Resta da capire cosa ne pensa, al di là delle scontate smentite che seguiranno, Pier Luigi Bersani.

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