È morta ieri la signora Ora Bassi Di Celmo, mamma di
Fabio, che proprio ieri avrebbe compiuto 47 anni. Fabio di Celmo non c’è più
dal 1997, da quando il ragazzo genovese fu assassinato da una bomba piazzata in
un hotel dell’Avana dall’agente della CIA Luís Posada Carriles.
Quest’ultimo, che sta passando una dorata vecchiaia
negli Stati Uniti e per il quale nessun governo italiano ha mai chiesto
l’estradizione, rivendicò esplicitamente la morte di Fabio, dichiarando senza
vergogna di dormire sonni tranquilli e che l’italiano era responsabile di
trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Da quel giorno del 1997 Ora Bassi e suo marito Giustino
Di Celmo hanno lottato con grande dignità per ottenere giustizia incontrando la
sordità totale dell’Italia. Troppo scomodo per i nostri governi e per i nostri
media perseguire la giustizia per un ragazzo italiano assassinato in un
attentato terroristico. Significava ammettere l’esistenza del terrorismo dei
buoni o che Cuba potesse avere ragione. Troppo scomodo che avesse ragione la
signora Ora a denunciare che le mafie di Miami, che in questi decenni hanno
compiuto migliaia di atti terroristici che hanno causato a Cuba più di 3.000
morti, siano un’industria parastatale finanziata dal governo degli Stati Uniti
e che la cosiddetta controrivoluzione sia innanzitutto un grande affare
economico. E così i coniugi Di Celmo hanno combattuto la loro battaglia per
avere giustizia per quel figlio assassinato venendo più volte insultati e
sbeffeggiati, come avvenne perfino col quotidiano Liberazione.
C’è terrorismo e terrorismo. Ci sono terroristi che è
utile tenere in prima pagina e farne aleggiare lo spettro rancido e terroristi
che è bene dimenticare. Ci sono parenti di vittime alle quali dar voce e
parenti di vittime intorno alle quali costruire una gabbia di silenzio. È stato
questo il caso di Ora Bassi, la mamma di Fabio, scomparsa proprio nel giorno in
cui suo figlio avrebbe compiuto gli anni. Non cercatela sulla stampa italiana
che alla verità e giustizia per Fabio Di Celmo non è affatto interessata.
(articolo pubblicato su Giornalismo partecipativo il 2 giugno 2012)
(articolo pubblicato su Giornalismo partecipativo il 2 giugno 2012)
Nessun commento:
Posta un commento