Il segretario Cgil aveva detto: c'è volontà confronto ma attenti a insofferenza sociale. Licenziamenti facili non sono la via
Roma, 10 mar. - Non si deve fornire "alibi a chi minaccia tensioni sociali". Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni che auspica un accordo "innovativo ed equilibrato" sulla riforma del mercato del lavoro. Una frecciata polemica rivolta al segretario generale della Cgil Susanna Camusso che aveva precedentemente avvisato: se il governo intente proseguire sulla via dei licenziamenti facili, c'è il rischio di andare incontro a tensioni di lungo periodo che danneggerebbero il Paese.
"Spero che il governo voglia un accordo innovativo ed equilibrato e non dia la stura a chi rincorre tensioni sociali e si barrica nel no", ha scritto Bonanni su Twitter. No dunque a fornire "alibi a chi minaccia tensioni sociali".
Camusso, a margine dei lavori della 56esima sessione della Commissione sullo stato della donna delle Nazioni Unite, ha spiegato come il confronto con il Governo sul tema del lavoro abbia "avuto una partenza faticosa" e "ci sono ancora preoccupazioni", soprattutto sul tema dell'ampliamento delle risorse per la copertura degli ammortizzatori sociali.
La leader della Cgil ha inoltre aggiunto che se da un lato "è necessario ridurre la precarietà", dall'altro "non bisogna ripetere le modalità riscontrate sul tema delle pensioni, modalità che non abbiamo condiviso". Le trattative tuttavia vanno avanti (è previsto per lunedì l'incontro sulla riforma del lavoro) e c'è la volontà di proseguire con il dibattito. C'è anche spazio per l'ottimismo, ma "deve andare di pari passo con la volontà" di trovare un terreno comune per arrivare a "un accordo necessario, che però non vediamo ancora", ha detto ancora Camusso, tornando a fare riferimento alle divergenze tra sindacati e Governo sugli ammortizzatori.
Quale è l'ostacolo maggiore al raggiungimento di un accordo? Innanzitutto la quantità di risorse che il Governo intende destinare al sistema di tutele. "Il Governo sa bene, perché lo abbiamo detto in tutte le salse, che se la via che si intende seguire è quella dei licenziamenti facili, questo non è per noi né possibile né ragionevole", ha detto Camusso, ribadendo che il rischio è quello di andare incontro a tensioni di lungo periodo che danneggerebbero il Paese. "In questo momento la priorità è l'esigenza di sapere quale sistema di ammortizzatori il Governo ha in mente, quante risorse intende destinarvi e come intende attuarlo", ha aggiunto il segretario di Cgil, spiegando che una volta capito questo si può decidere come andare avanti.
"Spero che il governo voglia un accordo innovativo ed equilibrato e non dia la stura a chi rincorre tensioni sociali e si barrica nel no", ha scritto Bonanni su Twitter. No dunque a fornire "alibi a chi minaccia tensioni sociali".
Camusso, a margine dei lavori della 56esima sessione della Commissione sullo stato della donna delle Nazioni Unite, ha spiegato come il confronto con il Governo sul tema del lavoro abbia "avuto una partenza faticosa" e "ci sono ancora preoccupazioni", soprattutto sul tema dell'ampliamento delle risorse per la copertura degli ammortizzatori sociali.
La leader della Cgil ha inoltre aggiunto che se da un lato "è necessario ridurre la precarietà", dall'altro "non bisogna ripetere le modalità riscontrate sul tema delle pensioni, modalità che non abbiamo condiviso". Le trattative tuttavia vanno avanti (è previsto per lunedì l'incontro sulla riforma del lavoro) e c'è la volontà di proseguire con il dibattito. C'è anche spazio per l'ottimismo, ma "deve andare di pari passo con la volontà" di trovare un terreno comune per arrivare a "un accordo necessario, che però non vediamo ancora", ha detto ancora Camusso, tornando a fare riferimento alle divergenze tra sindacati e Governo sugli ammortizzatori.
Quale è l'ostacolo maggiore al raggiungimento di un accordo? Innanzitutto la quantità di risorse che il Governo intende destinare al sistema di tutele. "Il Governo sa bene, perché lo abbiamo detto in tutte le salse, che se la via che si intende seguire è quella dei licenziamenti facili, questo non è per noi né possibile né ragionevole", ha detto Camusso, ribadendo che il rischio è quello di andare incontro a tensioni di lungo periodo che danneggerebbero il Paese. "In questo momento la priorità è l'esigenza di sapere quale sistema di ammortizzatori il Governo ha in mente, quante risorse intende destinarvi e come intende attuarlo", ha aggiunto il segretario di Cgil, spiegando che una volta capito questo si può decidere come andare avanti.

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