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mercoledì 7 marzo 2012

TRIBUNALE AJA: Chiesti 28 anni di carcere per ultranazionalista serbo Seselj

Accusato di crimini contro l'umanità e crimini di guerra

L'Aia, 7 mar.- La procura presso il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia ha chiesto una pena di 28 anni di carcere per il leader ultranazionalista serbo Vojislav Seselj, a giudizio per crimini contro l'umanità e crimini di guerra. "L'accusa chiede una pena di 28 anni" ha detto Mathias Marcussen, rappresentante della procura in udienza. Il presidente del partito radicale serbo (SRS), 57 anni, è accusato di crimini commessi in Bosnia Erzegovina e in Croazia tra il 1991 e il 1993 contro civili non serbi, principalmente croati e musulmani, in vista di una "purificazione etnica" dell'area. "I suoi crimini meritano una pena che renda conto della loro gravità, non ci sono circostante attenuanti" ha detto Marcussen al termine della requisitoria iniziata lunedì. "L'accusato è responsabile delle sofferenze subite da decine di migliaia di vittime, cacciate dalle loro case, assassinate, imprigionate, torturate, violentate" ha proseguito. Incarcerato dal 24 febbraio del 2003 presso le strutture penitenziarie del Tpi all'Aja dopo essersi consegnato volontariamente, Seselj, che si difende da solo, si dichiara non colpevole. Il processo è iniziato nel 2007.

Qualificato dall'accusa "propagandista in capo della Grande Serbia", Vojislav Seselj risponde di tre capi d'accusa per crimini contro l'umanità e sei capi d'accusa per crimini di guerra, dei quali persecuzioni, deportazioni omicidi e torture. Vojislav Seselj, che potrà prendere la parola in aula da lunedì, è accusato di aver reclutato volontari legati al SRS e di averli indottrinati per far loro commettere crimini "di violenza e brutalità particolari". E' accusato di aver organizzato "un'impresa criminale comune" con il presidente serbo Slobodan Milosevic e il leader politico dei serbi di Bosnia Radovan Karadzic. Questa avrebbe avuto come obiettivo la "purificazione etnica" delle regioni della Bosnia, della Croazia e della Serbia, per lo stabilimento di uno stato dominato dai serbi. Vojislav Seselj è stato inoltre perseguito tre volte durante il processo per aver divulgato informazioni che hanno permesso l'identificazione di testimoni protetti. Il 31 gennaio 2011 ha subito una condanna a 18 mesi di carcere. L'imputato è stato ospedalizzato più volte da gennaio a oggi. Secondo il suo partito soffre di problemi di cuore.

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