giovedì 8 marzo 2012

PSI - 8 MARZO: Senza la partecipazione delle donne democrazia imperfetta

giovedì 8 marzo 2012

Oggi è l’8 marzo, festa della donna, di tutte le donne anche di quelle che nel mondo, non godono di alcun diritto. Sono trascorsi 101 anni dalla prima volta in cui si festeggiò nel nostro Paese la lotta per le conquiste sociali e politiche grazie all’impegno delle tante, tantissime donne che posero con forza fin dai primi del novecento la “questione femminile, la rivendicazione del diritto di voto e di partecipazione”. Oggi in tantissime città italiane si promuovono iniziative politiche e culturali per ricordare un percorso di sfide, idee e di coraggio. Per ricordare i traguardi raggiunti, ma anche le tante cose ancora da fare.

Il nostro Paese rimane purtroppo il fanalino di coda rispetto ai tanti Paesi Europei e non solo Europei che hanno negli anni investito sulle competenze delle donne, sul loro senso Etico della politica e sulla capacità di mettersi al servizio della collettività con idee e concretezza. Un modello e una cultura basate sulla democrazia paritaria, un modello sociale basato sul concetto di pari opportunità che da noi ancora non c’è.

Eppure molte giovani donne oggi ritengono anacronistico parlare ancora di festa della donna o parità; forse perché in taluni casi abbiamo anche assistito ad uno svilimento del significato dell’8 marzo da parte dei media, forse perché ritengono raggiunto l’obiettivo.

Vero è che molte cose sono cambiate, frutto di una emancipazione conquistata a fatica, ma altrettanto vero è che vi è ancora una forte resistenza a fare spazio alla libertà femminile. Le donne sono brave a scuola e all’università, ma faticano ad entrare nel mondo del lavoro e oggi a fronte della crisi economica vi è un fortissimo aumento della disoccupazione femminile.

E’ di pochi mesi fa l’allarme lanciato dal direttore della Banca D’Italia perché l’Italia si trova al 74° posto per quanto concerne il tema dell’occupazione di giovani e donne quindi esiste un “Global Gender Gap” peggiore di tutti gli  altri Paesi Europei. A fronte poi dello stesso impegno lavorativo degli uomini, emerge che il differenziale salariale retributivo è di - 7,2 punti.

Sul fronte politico istituzionale le donne rappresentano sempre più un elemento di credibilità e cambiamento agli occhi dei cittadini, eppure a fronte di un 53% della popolazione femminile la rappresentanza è oggi tutt’altro che paritaria. I dati parlano chiaro.
Ma una delle cose più drammatiche cui quasi quotidianamente i mezzi di comunicazione ci rimandano sono gli episodi di tragica crudeltà violenta nei confronti delle donne. La situazione è grave, rappresenta un problema di coesione sociale di tutti e non può essere circoscritta a sole misure di sicurezza che pure sono importanti. Per prevenire e contrastare tale inaudita violenza subita spesso all’interno delle relazioni personali e familiari abbiamo bisogno di mettere in campo politiche nuove soprattutto in termini culturali nel rapporto tra i sessi, maggiori diritti di cittadinanza e di rappresentanza. Si avverte la necessità di una cultura sociale e giuridica che si faccia carico di tutte le donne comprese le immigrate extracomunitarie spesso vittime indifese delle loro stesse tradizioni.

Sono tutti temi dai quali politica e istituzioni non possono sottrarsi e rispetto ai quali possiamo dare un contributo fondamentale se sapremo lavorare congiuntamente. Per questa ragione le donne e gli uomini socialisti daranno il loro contributo, per non rendere questa giornata solo celebrativa e tranquillizzante per le coscienze, perchè senza una vera partecipazione delle cittadine alla cosa pubblica avremo sempre una democrazia imperfetta
di Rita Cinti Luciani

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