UE - Paesi Schengen: sì a temporaneo ritorno controlli frontiere
Fino
a un anno in caso di flussi migratori incontrollati
una transizione verso nuovi assetti
politici".
Lussemburgo, 7 giu. (TMNews) - I paesi membri
dello spazio Schengen si sono accordati oggi a Lussemburgo sulla possibilità di
ristabilire, in via temporanea, i controlli alle frontiere interne in caso di
flussi migratori eccezionali verso una delle frontiere esterne. Lo ha
annunciato la presidenza danese dell'Ue.
L'accordo è stato raggiunto all'unanimità dai ministri degli Interni dell'Ue,
ha precisato la presidenza danese, nonstante il parere contrario della
Commissione Ue. Il commissario agli affari interni, Cecilia Malmstroem, si è
detta "delusa dalla mancanza di ambizione europea" dei ministri degli
Interni dell'Ue.
Il testo dell'accordo, di cui la France Presse ha ottenuto copia, prevede la
possibilità per gli Stati membri di Schengen di ristabilire i controlli alle
frontiere nazionali "per una durata di sei mesi, prolungabile di altri sei
mesi", quando "i controlli alle frontiere esterne dello Spazio non
sono più garantiti a causa di circostanze eccezionali". Si tratta di una "misura
estrema, la cui messa in pratica è sottoposta a condizioni molto rigide",
hanno sottolineato i rappresentanti francesi e tedeschi che li hanno richiesti.
Gli Stati di Schengen hanno già la possibilità di ristabilire temporaneamente i
controlli alle frontiere nazionali per ragioni di sicurezza e di ordine
pubblico. La Polonia lo ha appena fatto per gli Europei di Calcio. Ma nulla era
previsto finora in caso di pressioni migratorie incontrollabili alle frontiere
esterne dello Spazio Schengen, come attualmente è il caso fra la Grecia e la
Turchia.
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