Ok in commissione Camera per rappresentanza negli enti locali
Roma, 8 mar. - Primo via libera in commissione Affari costituzionali alla Camera della proposta di legge bipartisan per la parità di genere dei consigli e nelle giunte degli enti locali. Le promotrici e la relatrice, Beatrice Lorenzin, hanno annunciato in conferenza stampa a Montecitorio il successo ottenuto proprio nella giornata dedicata alla donna, l'8 marzo.
Il testo unificato che assorbe diverse proposte presentate in questa legislatura tra cui quella del governo precedente su iniziativa del ministro Mara Carfagna, porta la firma di esponenti di tutti i partiti che sostengono il governo Monti: Lorenzin, Pdl, Sesa Amici, Pd, Anna Teresa Formisano, Udc. "Non chiamatele quote rosa - ha esordito la Democratica Amici - ma un'azione antidiscriminatoria. Non esiste la neutralità della rappresentanza e questa legge prevede di dare la facoltà all'elettore di esprimere, solo se vuole, due preferenze necessariamente di genere diverso. Il via libera in commissione del mandato al relatore col solo voto di astensione della Lega è solo dell'inizio di un percorso ma fa ben sperare. Il 26 marzo si va in Aula e vorremmo che anche i colleghi uomini che hanno sostenuto questa battaglia intervengano alla discussione. Subito dopo dobbiamo impegnarci per la legge nazionale".
Il testo unificato che assorbe diverse proposte presentate in questa legislatura tra cui quella del governo precedente su iniziativa del ministro Mara Carfagna, porta la firma di esponenti di tutti i partiti che sostengono il governo Monti: Lorenzin, Pdl, Sesa Amici, Pd, Anna Teresa Formisano, Udc. "Non chiamatele quote rosa - ha esordito la Democratica Amici - ma un'azione antidiscriminatoria. Non esiste la neutralità della rappresentanza e questa legge prevede di dare la facoltà all'elettore di esprimere, solo se vuole, due preferenze necessariamente di genere diverso. Il via libera in commissione del mandato al relatore col solo voto di astensione della Lega è solo dell'inizio di un percorso ma fa ben sperare. Il 26 marzo si va in Aula e vorremmo che anche i colleghi uomini che hanno sostenuto questa battaglia intervengano alla discussione. Subito dopo dobbiamo impegnarci per la legge nazionale".

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