Pensare Globale e Agire Locale

PENSARE GLOBALE E AGIRE LOCALE


sabato 20 aprile 2013

ITALIA – Resa dei conti: le accuse di Stefano Rodotà al Partito democratico


Il giurista se la prende con i Democrat. Colpevoli di non averlo mai chiamato.

Sabato, 20 Aprile 2013 Dopo la disfatta del Partito democratico, con l’impallinamento di Romano Prodo nella corsa al Colle e le dimissioni di Pier Luigi Bersani e Rosy Bindi, persino Stefano Rodotà ha iniziato a interrogarsi apertamente sulle ragioni del rifiuto dei Democrat sul suo nome. Indignandosi sul silenzio. E stupendosi del fatto che nemmeno un gerarca del partito abbia provato a contattarlo.
UNA SCELTA PER TUTTI. «Ho letto oggi che ci sono vertici del Partito democratico irritati con Rodotà perché non avrebbe mai detto che la sua candidatura non era di parte», ha detto l'ex giurista, già presidente del Pds e candidato al Colle dal Movimento 5 Stelle, intervistato dal quotidiano Repubblica il 20 aprile, alla vigilia del quinto scrutino. «Ma se c'è stato qualcosa cui hanno tenuto molto i parlamentari del Movimento 5 stelle in questi giorni, è proprio dire che la mia non era una scelta interna, che non apparteneva alla loro parte politica. È aperta a tutti, lo hanno spiegato più volte e molto bene. Per questo non l'ho sottolineato».
«L'IPOCRISIA DEL PD». Per la prima volta, l'80enne noto per l'understatement  si lascia scappare un po' di insofferenza. «Leggendo queste cose che trasudano un po' ipocrisia, la mia reazione è questa: ma come? Io sono un signore che loro conoscono molto bene da alcuni anni. Esistono molti strumenti oggi per tenersi in contatto: telefono, sms, e mail. Se volevano un chiarimento, perché non li hanno usati?».
Il problema, dunque, è che «nessuno» dei vecchi amici lo ha chiamato. Salvo incolparlo di partigianeria. E salvo averlo sfruttato al momento opportuno. «Perciò mi sono irritato. Perché vedo in questa vicenda una grande ipocrisia. Io ho lavorato tanti anni con quelle persone. Quando ha fatto loro comodo, il telefono è stato molto utilizzato».
IL CANDIDATO DI TUTTI. L'accusa è tanto più grave perché «la mia candidatura girava in Rete da mesi, con sottoscrizioni, firme, appelli. Non è stata certo un'invenzione dei grillini. Nella loro consultazione on line, alcuni nomi sono venuti fuori più di altri perché erano già nel circuito. La mia candidatura non è stata un'invenzione o una forzatura». 

ITALIA - L'uomo del Colle ha detto sì


Il capo dello Stato dimissionario ha sciolto la riserva e ha accettato l'incarico per un secondo mandato.


Sabato, 20 Aprile 2013 - Giorgio Napolitano ha sciolto la riserva e ha detto sì alla sua candidatura. Si andrà quindi in aula per il sesto scrutinio alle 15 per un Giorgio bis.

ITALIA - Bersani: «Consegnerò le mie dimissioni»


Incassata la bocciatura di Prodi il segretario si dimette. La rabbia contro il partito. «Uno su quattro ha tradito». Per lo scrutinio del 20 aprile il Pd pronto a votare scheda bianca. Anche Bindi lascia.

Venerdì, 19 Aprile 2013 - Il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani si è detto pronto a dimettersi subito dopo l'elezione del Capo dello Stato.
Inoltre, all'assemblea dei gruppi parlamentari del Pd la sera del 19 aprile, Bersani ha detto che allo scrutinio della mattina del 20 aprile per l'elezione del presidente della Repubblica, il quinto, il Pd ha intenzione di votare scheda bianca.
ORA RIPRENDERE CONTATTI. Il terremoto che ha scosso i democratici dopo la bocciatura di Romano Prodi, dimissioni di Rosy Bindi comprese,  non è una sempolice scossa, ma un vero e proprio sisma capace di scuotere le fondamenta del partito. «Abbiamo prodotto una vicenda di gravità assoluta, sono saltati meccanismi di responsabilità e solidaretà, una giornata drammaticamente peggiore di quella del 18 aprile», ha detto il segretario che, ha poi rilanciato: «Nella situazione che si è creata bisogna riprendere contatti con altre forze politiche per impostare la soluzione» per l'elezione del presidente Repubblica».
UNO SU QUATTRO HA TRADITO. Riferendosi all'ultimo scrutinio, Bersani è sbottato: «Abbiamo preso una persona, Romano Prodi, fondatore dell'Ulivo, ex presidente del consiglio, inviato in Mali e l'abbiamo messo in queste condizioni. Io non posso accettarlo. Io non posso accettare che il mio partito stia impedendo la soluzione. Questo è troppo». Infine è arrivata l'accusa ai franchi tiratori del Pd. «Fra di noi uno su quattro ha tradito. Ci sono pulsioni a distruggere il Pd».

ITALIA - Il Pd non l’hanno distrutto i traditori


Bersani se l’è presa con i traditori. In un partito la fine del percorso comune è segnata dal maramaldeggiare sul leader sconfitto (in questo caso lo stesso Bersani) e nel dare la caccia a chi si è sottratto, limpidamente o subdolamente, alla disciplina. Leggo anche sulla “Repubblica” che Matteo Orfini, uno dei giovani turchi corresponsabili di questo disastro, si chiama fuori indicando nel vecchio gruppo dirigente la causa della debacle. Ognuno salva se stesso pur di non vedere le cose più semplici. La prima è purtroppo il fallimento del progetto Pd.

PD, PARTITO INVENTATO

Non c’era nella cultura e nella storia italiana la necessità di un partito così. Il tema del riformismo, senza declinarlo in qualche modo, è senza senso. Cofferati disse addirittura che “il riformismo è una parola malata”. Prima del Pd eravano sul punto di trasformare i Ds in un vero partito socialdemocratico, ancorchè non delle dimensioni europee, e si poteva immaginare che le tante spinte centriste opposte a Berlusconi si sarebbero potute aggregare attorno alla Margherita. Abbiamo subito il ricatto di Prodi. Ecco come è finita, anche per lui. E’ storia passata.

UN CODICE GENETICO “FAI DA TE”

La storia recente è che il Pd ha cambiato tre segretari e ogniuno ha portato non già la sua linea, cosa normale, ma una sua idea di partito, cioè ha scoperto nuovi geni per un partito che era sempre lo stesso. C’è stato poi l’affollarsi di una vecchia classe dirigente incapace di provocare un vero rinnovamento, selezionando cioè il nuovo non attraverso le segreterie dei leader (vero Orfini e Fassina?) ma nel fuoco del dibattito pubblico. Ma anche questa è una storia vecchia. L’unica cosa che non si può dire , neppure a un Bersani che merita rispetto di fronte a un fallimento che resterà nei libri di storia, è che è tutto avvenuto per colpa dei traditori.

PRODI

Prodi non è mai stato l’uomo che ha unito l’area di centro-sinistra. Altri hanno lavorato per lui, ma lui è sempre stato una personalità divisiva, persino sprezzante, convinto di dover guidare un popolo senza mai fare la fatica di radunarlo. Nasce da qui la ripulsa di tanti parlamentari. Oggi il Pd dovrebbe avviarsi a un congresso che, se non  emergono idee forti o figure carismatiche, potrà essere il congresso di scioglimento. In fondo sta succedendo con ventanni di ritardo quel che successe al popolo democristiano e socialista dopo Tangentopoli. Cioè la scomparsa dell’ “idem sentire”, anche l’incapacità collettiva di leggere  la storia comune. La sinistra diventa un fatto soggettivo, quindi ” tana liberi tutti”. Qualcuno se ne andrà con Renzi, che ieri ha  si è intestato la sconfitta di Prodi, qualcuno andrà con Barca. Molti resteranno a casa. Berlusconi e Grillo ringrazieranno. Questo accade perchè la sinistra è stata per troppi anni, e per la paura di mostrarsi revisionista e per odio anti-socialista, affascinata dal nuovismo rifiutando la familiarità con i partiti socialisti europei da cui avrebbe imparato tante cose, fra cui come comportarsi dignitosamente quando si perde.

Peppino Caldarola

giovedì 18 aprile 2013

ITALIA - Marini rischia col voto segreto


I renziani si sfilano. E non sono i soli a sinistra. Salta tutto con altri 15 no nel Pdl.

Giovedì, 18 Aprile 2013 - Franco Marini potrebbe essere la vittima – forse inconsapevole – di una pericolosa ribellione interna nel Pd che potrebbe trasformarsi in un momento di svolta per il partito.
I 1.007 GRANDI ELETTORI. Alle 10 del 18 aprile si inizia a votare per il nuovo Capo dello Stato. Gli elettori sono 1.007 (630 deputati, 319 senatori, 58 delegati delle Regioni: uno dalla Valle d'Aosta, tre da ogni altra regione). Nei primi tre scrutini occorre la maggioranza di due terzi, pari a 672 voti. Dalla quarta, eventuale, votazione (venerdì pomeriggio) basta la maggioranza assoluta, pari a 504 voti.
SERVONO 672 VOTI. I numeri dicono che per essere eletto tra il primo e il terzo scrutinio, l'ex presidente del Senato ha bisogno di 672 voti. Sulla carta, teoricamente, i tre partiti che hanno deciso di sostenerlo possono contare su circa 785/790 grandi elettori.
LA CHIUSURA DEI RENZIANI. Ma il suo nome al Quirinale resta in bilico. Perché se la dissidenza fra le fila del Partito democratico superasse i 54 grandi elettori (e già i renziani da soli sono circa una sessantina) Marini non potrebbe essere eletto nei primi tre scrutini.
GLI ALTRI 15 'NO' DECISIVI. Il realtà, insomma, Renzi non è solo. Semmai la sua presa di posizione potrebbe avere dato ad altri il coraggio di prendere una posizione. Semmai a forse spingo un po’ ad accelerare l’identificazione di questa falange dei contrari. Basterebbero altri 15 'no' a Marini nel centrodestra, per mandare tutto a carte quarantotto e far fare a Marini la fine che fece il suo illustre predecessore Arnaldo Forlani.
IL DESIDERIO DI ROMPERE LE RIGHE. Perché, come ha spiegato Il Fatto quotidiano, sotto la cenere covava già il risentimento e il desiderio di rompere le righe. Persino Rosy Bindi risulta imbambolata, e incapace di comprendere la scelta di Bersani: “Se Marini sarà il presidente delle larghe intese non sarà il mio presidente”.

ITALIA - La metà dei pensionati con meno di 1000 euro


Sono 7,4 mln di italiani. Il 13,3% non supera i 500 euro al mese.
Mercoledì, 17 Aprile 2013 - Nel 2011 quasi la metà dei pensionati, circa 7,4 milioni, il 44,1% del totale, ha ricevuto redditi da pensione per un importo mensile inferiore a 1.000 euro. Lo ha comunicato l'Istat nel report su 'Trattamenti pensionistici e beneficiari', firmato insieme con l'Inps. Per 2,2 milioni (il 13,3%) le prestazioni non superano i 500 euro. Mentre al 30,8% entrano tra i 500 e i 1.000 euro. Il rapporto ha fatto inoltre sapere che il 23,1% dei pensionati percepisce tra i 1.000 e i 1.500 euro, mentre il restante 32,8% riceve un importo superiore ai 1.500 euro.
IN MEDIA 15.957 EURO L'ANNO, NEL 2011. Nel 2011 i pensionati sono 16,7 milioni, circa 38 mila in meno rispetto al 2010; in media ognuno di essi ha percepito (tenuto conto che, in alcuni casi, uno stesso pensionato può contare anche su più di una pensione) 15.957 euro all'anno, 486 euro in più del 2010. Lo ha comunicato sempre l'Istat.
UNO SU QUATTRO HA ANCHE UN'ALTRA PENSIONE. Nel 2011 quasi un pensionato su quattro può contare su due pensioni. Nello studio, è scritto che il 67,4% dei pensionati è titolare di una sola pensione, il 24,8% ne percepisce due e il 6,5% tre; il restante 1,4% è titolare di quattro o più pensioni.
LE DONNE PIÙ POVERE DEL 30%. Le donne rappresentano il 52,9% dei pensionati e hanno percepito assegni d'importo medio pari a 13.228 euro, inferiori del 30,5% rispetto a quanto ricevuto dagli uomini (19.022 euro). Nel rapporto dell'Istat, inoltre, viene sottolineato che oltre la metà delle donne (53,4%) ha ricevuto meno di mille euro al mese, a fronte di circa un terzo (33,6%) degli uomini.
IL 27,8% HA MENO DI 65 ANNI. Il 27,8% dei pensionati ha meno di 65 anni. Scendendo nel dettaglio, lo studio ha rilevato che il 49,2% dei pensionati ha un'età compresa tra 65 e 79 anni, mentre il 23% ne ha più di 80.
SPESA COMPLESSIVA: +2,9% RISPETTO AL 2010. Nel 2011 la spesa complessiva per prestazioni pensionistiche ha sfiorato i 266 miliardi. Nel dettaglio, la spesa è risultata pari a 265.963 milioni di euro, aumentata del 2,9% rispetto all'anno precedente, mentre la sua incidenza sul Pil è cresciuta di 0,2 punti percentuali (16,85% contro il 16,66% del 2010). Le pensioni di vecchiaia assorbono il 71,6% della spesa pensionistica totale, quelle ai superstiti il 14,7%, quelle di invalidità il 4,2%. Le pensioni assistenziali pesano per il 7,9% e quelle di indennità per l'1,7%. A livello territoriale, ha sottolineato la rilevazione, il 47,9% delle pensioni è erogato al Nord, il 20,5% nelle regioni del Centro e il restante 31,6% nel Mezzogiorno. Nel 2011 l'importo medio annuo delle pensioni è pari a 11.229 euro, 352 euro in più rispetto al 2010 (+3,2%).
IN MEDIA 71 PENSIONATI OGNI 100 OCCUPATI. Se si rapporta il numero dei pensionati alla popolazione occupata, nel 2011 in Italia ci sono 71 pensionati ogni 100 occupati. Il carico relativo è maggiore nel Mezzogiorno, ha spiegato lo studio, dove il rapporto è di 82 pensionati ogni 100 occupati, mentre è più contenuto nelle regioni settentrionali (66 a 100).

lunedì 15 aprile 2013

ITALIA - Quirinale, Renzi: attacchi ingiusti, non raccolgo insulti Pd


Anche sui candidati al Colle dico ciò che pensano milioni di italiani


Roma, 15 apr.  - Attaccato ingiustamente ma non raccolgo gli insulti. Matteo Renzi nella sua newsletter replica a chi nel Pd lo ha criticato per aver bocciato le candidature di Franco Marini e Anna Finocchiaro per il Quirinale.

"Sono ore convulse. Mentre il Paese vive una difficoltà economica evidente, aggravata dalla mancanza di speranza e di fiducia che lo stallo politico produce, il clima istituzionale appare teso - scrive il sindaco di Firenze -. Mi spiace che in questi giorni molti usino insulti che mi suonano incomprensibili. Al repertorio di ieri ("arrogante, qualunquista, indecente") devo sommare oggi la sobria espressione "miserabile" che mi ha rivolto la senatrice Anna Finocchiaro. Sono miserabile perché ho detto che a mio giudizio la Finocchiaro non è un candidato all'altezza del Quirinale. Così come ero indecente agli occhi di Pierluigi Bersani per aver invitato la politica e i politici a fare presto. A non perdere più tempo".

"Avverto molta amarezza. E personalmente mi sembra ingiusto essere attaccato così solo per aver detto quello che penso io e che pensano milioni di italiani - insiste Renzi -. Ma nella libertà e nel rispetto continuo a dire a viso aperto le mie idee e le mie proposte. Se qualcuno vuole parlare la lingua dell'insulto, si accomodi. Io non raccolgo. Finché mi sarà possibile continuerò a dare il mio contributo perché l'Italia torni a competere e a sperare. E mi impegnerò perché il PD diventi un partito vincente".

ITALIA - Colle, Casaleggio boccia Prodi. Poi precisa: Se M5S lo vota è ok


L'ideologo del M5s: "Ci rimettiamo sempre alle decisioni dei nostri sostenitori"


Torino, 15 apr. - "Noi ci rimettiamo sempre alle decisioni del movoemtno. Se la maggior parte del movimento dovesse votare Prodi o chi per lui... allora sarà lui". Ha corretto il tiro l'ideologo del Movimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio al termine dell'incontro con gli imprenditori, promosso da Confapri a Torino. Il guru M5S, infatti, supervisore della comunicazione del movimento e gestore delle quirinarie, inizialmente aveva auspicato la scelta di un candidato "che sia super partes e preferibilmente non venga dal mondo politico e che rappresenti tutti gli italiani". Frase che era subito sembrata un chiaro veto su Prodi e Bonino.

Oggi gli attivisti del Movimento 5 stelle votano per scegliere il candidato alla presidenza della Repubblica. Si vota fino alle 21, i risultati dovrebbero essere diffusi domani, se non ci saranno nuove anomalie tecniche dopo quelle che hanno portato la scorsa settimana alla ripetizione del primo turno. Domani poi l'incontro con il Pd, fra due delegazioni guidate dai capigruppo, di cui i Cinque stelle hanno chiesto ancora una volta la diretta streaming.

Il meccanismo delle cosiddette quirinarie è quello noto del sondaggio on line per gli iscritti registrati entro la fine del 2012. Le nove personalità in lizza, selezionate al primo turno di venerdì scorso, sono Emma Bonino, Gian Carlo Caselli, Dario Fo, Milena Gabanelli, Ferdinando Imposimato, Romano Prodi, Stefano Rodotà, Gino Strada Luigi e Gustavo Zagrebelsky. In ordine alfabetico, perché sul blog di Beppe Grillo, sede ufficiale del movimento e strumento della votazione, non sono stati resi noti né i risultati del primo turno né il numero dei votanti effettivi, ma solo quello degli aventi diritto, poco meno di 50mila. Forse perché i comunicatori M5S hanno giudicato un po' ristretto il campione che si è effettivamente espresso nel voto.

Ma cosa accadrà se dopo i tre scrutini ci dovesse essere la possibilità di convergere con altre forze politiche su un candidato al Quirinale che facesse parte della rosa dei nove votata al primo turno delle quirinarie? Cioè non il candidato scelto nell'odierno ballottaggio on line ma comunque una personalità fra le più votate dagli attivisti? "Voteremo solo il nostro candidato", ha precisato la capogruppo 'grillina' alla Camera Roberta Lombardi, "è una scelta di metodo". Ma chi l'ha deciso il metodo? E' prevedibile che qualche malumore esploda alla vigilia di un eventuale quarto scrutinio e che alla fine i capigruppo di Camera e Senato siano costretti a convocare un'assemblea congiunta degli eletti a 5 stelle. "Non lo abbiamo deciso da nessuna parte", è il lapidario commento di Tommaso Currò, deputato M5S già protagonista di qualche polemica per la carenza di dibattito interno sulle scelte strategiche del movimento in Parlamento.

ITALIA - Lettera del comitato "Bonino presidente" ai big Pd, Pdl, M5S e Scl


Inviata a Bersani, Berlusconi, Grillo e Monti da Margherita Hack, Anna Fendi, Renzo Arbore e altri


Roma, 15 apr. - I promotori del comitato "Bonino Presidente" Alessandro Pace, Toni Garrani, Margherita Hack, Stefano Disegni, Anna Fendi e Renzo Arbore, hanno inviato, oggi 15 aprile, una lettera con un appello ai leader dei principali schieramenti italiani che dal 18 aprile dovranno votare il presidente della Repubblica, per sensibilizzarli in merito al consenso popolare intorno alla candidatura di Emma Bonino.

La lettera è stata inviata a Pierluigi Bersani, Silvio Berlusconi, Mario Monti, Beppe Grillo e per conoscenza a tutti i capogruppo parlamentari.

"Ci rivolgiamo a Voi - è scritto- per richiamare la Vostra attenzione sul fatto che Emma Bonino è risultata - e risulta - sempre largamente in testa in tutti i sondaggi di opinione in vista dell'elezione del prossimo Presidente della Repubblica, sia in quelli promossi on-line dalle organizzazioni o testate più diverse sia in quelli organizzati da istituti indipendenti. Sappiamo bene che questi orientamenti di opinione possono solo indirettamente influire sulle scelte di quanti, come Voi, svolgeranno la delicatissima funzione di cercare una convergenza sulle candidature".

"Sarebbe tuttavia - prosegue la missiva - un grave errore ignorare la costanza e sistematicità di questi risultati e la stabilità del divario che in essi si è riscontrata tra Emma Bonino e le altre personalità indicate nei sondaggi. E' innegabile che il "fenomeno Bonino" ha assunto una consistenza tale da non poter lasciare indifferenti proprio chi ha il compito di svolgere quella funzione. La fase politica che stiamo attraversando impone infatti il massimo grado di trasparenza e responsabilità anche nel tener conto delle istanze e degli orientamenti manifestati in maniera così significativa al di fuori dei luoghi istituzionali.

I risultati dei sondaggi corrispondono infatti, con tutta evidenza, alla generale convinzione che Emma Bonino, per la sua esperienza e credibilità europea e internazionale, per la sua capacità di ergersi al di sopra delle parti, per il suo attento rispetto per i doverosi equilibri di una grande e moderna democrazia retta a Stato costituzionale di diritto, possa assicurare più di altri quei requisiti di affidabilità, indipendenza e tenuta istituzionale che nella situazione di grave crisi attuale, devono caratterizzare il supremo garante della Costituzione e dell'unità nazionale."

USA - Esplosioni alla maratona di Boston: morti e feriti


I morti sarebbero 15, altre 150 persone gravi. Altra esplosione alla Jfk Library.
I media: fermato un sospetto. La polizia nega. Allerta a New York e Washington.

Lunedì, 15 Aprile 2013 - Due esplosioni al traguardo della maratona di Boston hanno provocato almeno 15 morti e 150 feriti il 15 aprile. Lo ha riferito la polizia locale. In un primo momento si era parlato anche di un sospetto fermato, di nazionalità saudita secondo il New York Post, anche se la Fox aveva confermato il fermo ma non la provenienza del sospettato. Immediata è però arrivata la smentita della polizia: nessun arresto.
Per il Fbi si tratta di un attentato, anche se ancora non è chiara la matrice.
Il traguardo della corsa è nella centralissima Copley Square e circa 227 italiani erano iscritti alla gara.
SOCCORSI SUL POSTO. Le immagini provenienti da Boston hanno mostrato scene di confusione e panico per strada. Sono arrivati sul posto i primi mezzi di soccorso. Oltre i morti, ci sarebbero anche 12 feriti in condizioni molto gravi, ha riferito Abc News.
UNA VITTIMA HA PERSO LE GAMBE. Una reporter di una tivù locale vicina al luogo dell'esplosione ha visto una delle vittime che ha perso entrambe le gambe. «Ero così vicina, è stato spaventoso. Ho sentito la forza dell'esplosione. La gente scappava. Ho visto vittime proiettate dappertutto», ha raccontato.
Alcune persone sono state travolte dalla folla di gente fuggita per lo spavento.
È stato evacuato il palco del pubblico al traguardo.
POLIZIA INDAGA SU BOMBA AL MANDARIN HOTEL. Non è chiara al momento la natura delle esplosioni che si sarebbero verificate in rapida successione l'una dall'altra. La polizia di Boston, che ha confermato due esplosioni alle 2:50 ora locale al traguardo della maratona, sta verificando la possibilità che un ordigno sia stato individuato al Mandarin Hotel, un albergo cinque stelle a Back Bay. Il Lenox Hotel di Boston è stato evacuato dopo le esplosioni alla maratona.
GOVERNO USA: «EVENTO COORDINATO E PIANIFICATO». Le bombe alla maratona di Boston sono il frutto di un evento «ben coordinato e pianificato» hanno detto fonti del governo americano alla Cnn. Un particolare che fa aumentare i sospetti su un attentato di matrice terroristica.
ALTRA ESPLOSIONE ALLA JFK LIBRARY. Un'altra esplosione si è verificata poco dopo le 16 alla Jfk Library, ma non è chiaro se l'episodio sia collegato alle esplosioni alla maratona. Lo ha detto il capo della polizia di Boston, Ed Davis, in una conferenza stampa.
SANGUE, FUMO E PANICO IN STRADA. Le immagini tivù hanno mostrato, al momento delle esplosioni, alcuni atleti che stavano per tagliare il traguardo e alcuni fotografi cadere in terra, mentre dietro si è alzata una nuvola di fumo intenso dalla quale dopo pochi secondo è uscita una folla di persone in fuga. Parte delle tribune dove era assiepato il pubblico è andata distrutta, schegge di vetro sono volate dappertutto.

Chiuso lo spazio aereo, massima allerta a New York e Washington


Lo spazio aereo su Boston è stato chiuso dalle autorità. Chiusa anche una delle principali linee della metropolitana.
Massima allerta anche a New York. Il vice capo della polizia, Paul Browne, ha annunciato un rafforzamento delle misure, col dispiegamento di pattuglia anti terrorismo nei luoghi simbolo di Manhattan e davanti ai principali alberghi.
CONTROLLI ALLA CASA BIANCA. L'allarme è scattato anche a Washington: la zona davanti la Casa Bianca, lungo la Pennsylvania Avenue, è stata chiusa al traffico pedonale.
Il presidente Usa, Barack Obama, è stato informato dai suoi collaboratori delle esplosioni, ha chiamato il sindaco di Boston e il governatore del Massachusetts per informarsi sull'accaduto.
«Non conosciamo le cause delle esplosioni al traguardo della maratona», ha detto il vice-presidente Joe Biden. «Apparentemente c'è stato un attentato. Le nostre preghiere sono per i cittadini di Boston».
ALTRE DUE BOMBE INESPLOSE. Le autorità sul posto hanno fatto brillare altre due bombe, confermando l'indiscrezione secondo cui sarebbero stati trovati altri ordigni inesplosi.
Alcune fonti della sicurezza parlano di una o più bombe dietro alle esplosioni: secondo la Nbc si tratterebbe di ordigni artigianali.
ULTIMO MIGLIO DEDICATO ALLE VITTIME DI NEWTOWN. L'ultimo miglio della maratona di Boston è dedicato ai sopravvissuti della strage nella scuola di Newtown (14 dicembre 2012), l'episodio che ha rilanciato negli Usa il dibattito sul controllo delle armi. Lo riportano i media della città del Massachusetts, senza fare illazioni sul significato che possa esserci una coincidenza tra i due episodi.
ATTIVATO IL CONSOLATO ITALIANO. Il consolato italiano a Boston, in stretto raccordo con l'unità di crisi della Farnesina, ha attivato immediatamente tutti i necessari contatti allo scopo di verificare l'eventuale presenza di italiani e di prestare loro eventualmente assistenza, dopo le esplosioni verificatesi in occasione della maratona. Lo rendono noto fonti la Farnesina.